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Itinerario di 4 giorni in Puglia alla scoperta del Gargano e delle Città dell'olio - cosa vedere in autunno tra Vico del Gargano, Vieste e Carpino



Cari viaggiatori, oggi voglio suggerirvi un itinerario alla scoperta del patrimonio storico, architettonico, naturalistico del Gargano, con particolare attenzione alla sua vocazione olivicola ed enogastronomica.
Ci sono stata in occasione del Daunia press tour intitolato "Vico del Gargano e le città dell'Olio".





Il nostro tour è iniziato a Foggia, una vivace città della Daunia, zona settentrionale della Puglia. Abbiamo visitato il centro storico di cui non è rimasto moltissimo perché purtroppo fu quasi completamente raso al suolo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. È possibile trovare alcuni edifici storici che sono sopravvissuti o sono stati ristrutturati come il Palazzo De Vita De Luca e il Teatro Umberto Giordano e la bellissima Cattedrale della Beata Maria Vergine Assunta o Madonna dei Sette Veli.





Nella città aleggia ancora il mito di Federico II, sotto il suo regno la città conobbe una grande prosperità. L’Imperatore vi fece costruire una sontuosa residenza per la sua corte e fece di Foggia un importante centro, fondandovi anche una università. Ancora oggi è possibile visitare il pozzo che viene attribuito al periodo del suo regno.





Per l'aperitivo potete fermarvi presso la Vineria "Anime Brille" di Gianni di Bari.



Dopo aver incontrato tutti i partecipanti abbiamo lasciato Foggia e raggiunto Vico del Gargano che è stata la nostra base per tutto il tour. Il ristorante Radici è stata la nostra prima tappa culinaria. La bravissima chef Martina Russi ha sapientemente miscelato i sapori della tradizione con un'interpretazione dei piatti più moderna e ricercata. Come testimoniano le foto, l'ottima cucina pugliese è stata uno dei protagonisti indiscussi di questi cinque giorni. Ogni volta che ci sedevamo a tavola era un vero piacere per il palato.














Giorno 1 - Visitare un frantoio moderno e uno antico.

Se andate in Puglia in autunno il mio consiglio è quello di recarvi in uno dei tanti frantoio presenti sul territorio per assaggiare un olio extravergine di oliva appena franto.

In mattinata abbiamo visitato due eccellenze del territorio: l’Oleificio Fiorentino e l’Oleificio del Gargano, due aziende di Vico del Gargano.









L'oleificio Fiorentino è un'azienda a conduzione familiare dal 1916. Da oltre 100 anni si occupa della trasformazione dell’oliva in olio sia proprio che per conto terzi. Insieme a Felice e Francesca, ragazzi giovanissimi dell'ultima generazione di produttori, abbiamo visitato l'impianto di produzione e assaggiato l'olio novello.









Oltre al classico extravergine abbiamo degustato anche gli oli aromatizzati al limone, all'arancia, al peperoncino e al rosmarino. La particolarità di questi oli, ciò che li rende davvero speciali, è che l'aroma non viene aggiunto a posteriori: gli agrumi vengono franti insieme alle olive. Vico del Gargano infatti è nota anche per la produzione di agrumi.









A pranzo potete fermarvi in uno dei ristoranti del centro storico di Vico del Gargano. Io vi suggerisco il "Ristorante Federiciano da Miki" dove è possibile assaggiare i piatti della tradizione. Abbiamo assaggiato sia piatti a base di verdure che a base di pesce, il crostino con la crema di baccalà e il risotto alla pescatora, deliziosi! Non sono una grande amante dei legumi ma fave e bietole e ceci e cozze avevano un sapore straordinario.










Nel pomeriggio insieme a Davide Rinaldi, guida della proloco di Vico del Gargano, è possibile visitare il centro storico e l’antico Trappeto Maratea, con le macine di un tempo e i vecchi attrezzi che testimoniano una vocazione tramandata nei secoli, fatta di sudore e fatica.






Prima di entrare nel trappeto credevo che il lavoro manuale nei frantoi fosse soltanto un ricordo del secolo scorso ma con stupore ho scoperto che la produzione è continuata fino ai primi anni '50 e l'olio che si produceva era principalmente quello lampante, olio non destinato ad uso alimentare ma utilizzato per le lampade e l'illuminazione.
Le condizioni igieniche del posto erano scarse, basti pensare che gli uomini che ci lavoravano in tutto il periodo di produzione non lasciavano mai il frantoio e i sacchi di olive molite venivano ammassati l'uno sopra all'altro per essere pressati dai grandi torchi.
Per visitare l'antico trappeto Maratea potete contattare la pro Loco di Vico del Gargano anche su whatsapp  3460901463.










Giorno 2 - Un tuffo nel passato tra Archeologia e antichi mestieri.


Per gli amanti dell'archeologia una tappa obbligata è la necropoli di monte Pucci. in località Calenella. Si tratta di un sito paleocristiano probabilmente utilizzato sin dal III secolo d.C. anche se i recenti scavi archeologici del 2012 hanno portato alla luce oggetti di fattura ellenistica risalenti al II secolo a.C. che rendono questo luogo ancora più affascinante e carico di cultura.
Di particolare interesse il ritrovamento di un anello in oro con castone in agata blu raffigurante Diomede che è possibile vedere nel Museo Civico Archeologico "Francesco Delli Muti" a Vico del Gargano insieme ad altri reperti come alcuni corredi funebri.
Per visitare il sito archeologico potete contattare la Pro Loco di Vico del Gargano anche su whatsapp  3460901463.










Ci sono mestieri che sono quasi completamente spariti che ci tramandano una manualità e una dedizione d'altri tempi. A Vico del Gargano è possibile incontrare e vedere all'opera una delle ultime tessitrici della Puglia: Maria Voto.
Entrando nella sua bottega "La tela di Maria" in via Umberto I si viene rapiti da un'atmosfera unica.
Maria ci ha accolti con il suo sorriso e ci ha raccontato la sua storia. Ci si aspetterebbe che una passione manuale come la sua sia stata ereditata in famiglia. Lei  invece si è avvicinata al telaio per caso, grazie a un bando della Regione Puglia per recuperare gli antichi mestieri.
Tra tutte le partecipanti è stata l'unica che ha avuto la costanza e la voglia di portare avanti quest'attività, per niente facile.
Il tempo per concludere una delle sue "tele" non è  certo quello veloce a cui siamo abituati oggi: ci vuole pazienza, dedizione e anche forza fisica.
Maria ci ha fatto provare il suo telaio ma nessuno di noi è riuscito ad azionarlo. Credo ci voglia almeno una settimana per capire quale movimento bisogna fare.









Dopo aver visitato la bottega vi suggerisco di fermarvi per bere un tè o un infuso nel bar pasticceria Pizzicato




A cena invece vi consiglio di assaggiare la paposcia, tipica foccaccia del Gargano, presso la pizzeria "Le Macine"- Tel. 366 318 8475




Giorno 3 - Vieste la Perla del Gargano


Ero già stata a Vieste in vacanza qualche anno fa e me n'ero completamente innamorata. 
Con i suoi vicoli bianchi e pittoreschi e i suoi affacci sul mare è una delle cittadine di mare più belle in Italia che io abbia mai visitato. 
Visitandola in autunno potete godervi la tranquillità e scoprire la storia che si cela dietro questo incantevole città.
La più bella tra tutte è quella che ha come protagonisti due innamorati, il giovane pescatore Pizzomunno e una bellissima ragazza di nome Cristalda, che secondo la storia vivevano a Vieste quando la cittadina pugliese era ancora un piccolo borgo di pescatori. Il pescatore, seppur ammaliato dalle sirene quando usciva in mare ogni notte, si innamorò di Cristalda e, una volta ricambiato, le giurò eterna fedeltà. Le sirene, arrabbiate in quanto non riuscivano a farlo cedere, una notte emersero dal mare e trascinarono la fanciulla sul fondo del mare incatenandola: il giovane, devastato dall'ira e dal dolore, si pietrificò trasformandosi in faraglione. Secondo il racconto, ogni cento anni Cristalda riemerge dagli abissi mentre Pizzomunno ritorna in forma umana, ed i due tornano ad amarsi, per una notte soltanto, il 15 agosto. Questa leggenda oggi è diventata popolare grazie a Max Gazzè che nel 2018 l'ha portata in gara a Sanremo, trasformandola in una canzone di cui è possibile trovare il testo su una scalinata a  Vieste.










A Vieste è possibile anche visitare a piedi il trabucco di Punta San Francesco, antica installazione da pesca provvista di lunghi bracci in legno che sostengono una rete. 








Per un pranzo o una cena in riva al mare potete fermarvi al ristorante "Il Capriccio" del rinomato Chef Leonardo Vescera che delizia i palati con una cucina creativa di pesce, combinata con verdure tradizionali tanto amate dai pugliesi.






Nel pomeriggio siamo stati a Carpino città nota per la sua musica popolare e Il Carpino Folk Festival, una manifestazione dedicata alla musica popolare italiana che si svolge durante la prima decade del mese di Agosto. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Nicola Gentile, uno dei cantori di Carpino, e sua moglie Rosa Menonna che ci hanno cantato alcune ballate popolari e una delle mie tarantelle preferite: la tarantella del Gargano. Non potete immaginare quante volte io e papà, che amiamo questo genere musicale, abbiamo suonato e cantato questa canzone, poterla ascoltare nella sua terra natìa dagli eredi dei suoi creatori è stata un'emozione unica.
Per saperne di più e conoscere le date dei prossimi concerti visitate la loro pagina facebook.








Per la cena vi consiglio l'agriturismo Biorussi, azienda agricola a conduzione familiare, dove potete anche assaggiare l'ottimo olio extravergine di Oliva "Marì" dedicato da Maria Giulia Russi alla nonna Maria.  




Giorno 4 - Trekking nella foresta Umbra 

Per l'ultimo giorno del nostro itinerario non poteva mancare una visita alla Foresta Umbra il cui nome deriva dal latino cupa, ombrosa.
La foresta Umbra è un'area naturale protetta posta all'interno del Parco Nazionale del Gargano.
La foresta è ricchissima di flora, sono presenti circa 4.000 ettari di faggeti, querceti di Cerro, Leccio, Roverella e specie nobili quali l’Acero o Palo, il Carpino bianco, l’Acero campestre, l’Acero montano,  il Tasso e tante altre specie, in particolare il Pino d’Aleppo nelle zone costiere. 




Anche la fauna é molto variegata. Fra le specie troviamo i daini dama dama a cui è possibile da da mangiare e perché no scattarsi anche un selfie insieme :),  il capriolo garganico, erbivoro molto schivo tipico di questa zona, il tasso e il gatto selvatico.






L'autunno è uno dei periodi più belli per visitarla, soprattutto a Novembre quando gli alberi si tingono di mille sfumature di giallo e arancione e rendono il "foliage" uno spettacolo davvero suggestivo.




In foresta ci sono 15 sentieri tracciati, alcuni dei quali adatti ai principianti, altri per esperti del trekking e della mountain bike
I percorsi sono stati tracciati, senza impattare con la natura. Di fatti si sono recuperate vecchie mulattiere nel pieno rispetto di fauna e flora. Nella nostra passeggiata siamo stati accompagnati da Matteo Falcone, guida ambientale escursionistica che ci ha raccontato la storia della foresta e la sua conformazione.






Il nostro tour si conclude qui, spero di avervi dato diversi spunti per visitare il Gargano in autunno.
Per riassumere e vivere le emozioni di questo tour potete guardare questo video:







Prima di salutarci volevo ringraziare Mariangela, Luca e Francesco di Daunia Press tour per avermi invitata e tutti gli altri compagni di viaggio per l'ottima compagnia (dei quali vi lascio il link ai loro blog e profili social)
Francesco Quaratino - Turismosudnews
Giuseppe Cannavò - travel influencer instagram
Serena "Bri" - Cucina Serena
Silvia "La Barrie" Baraldo - Il mondo di Barrie 
Simona Cognoli - Oleonauta
Simona De Donato - www.grandangolare.com

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Alixia
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